Senza meta tra i vigneti

Senza meta tra i vigneti

Fine Ottobre, le giornate sono ancora belle e soleggiate, fin troppo forse visto che la pioggia non si vede da troppo tempo ma alla sera i tramonti si accendono di colori e bagliori intensi.
Finalmente io e Daniele troviamo un pomeriggio libero e usciamo a girovagare senza meta tra i vigneti delle prime colline tra Casteggio e Borgoratto Mormorolo.

Partiamo, valutiamo la luce, scopriamo qualche angolo interessante, ma le condizioni sono davvero brutte, luce troppo intensa, il cielo è blu, ma, siccome un fotografo non è mai contento è di un blu troppo blu, troppo piatto 🙂
Saliamo in macchina tra strade strette, tra filari e cortili di campagna, Daniele non è ottimista e ci ripetiamo che non faremo nemmeno una foto accettabile, finchè l’asfalto non finisce e inizia una strada sterrata, contro il buonsenso proseguiamo finchè non troviamo uno spiazzo per fare manovra e tornare indietro, ma proprio lì ci accorgiamo che qualcuno sta lavorando in una vigna.

Veniamo notati e per non far pensare male, da lontano facciamo vedere le fotocamere alzate come per dire: siamo due disgraziati in giro a fotografare foglie colorate.
Ci avviciniamo e una persona anziana ci accoglie con un sorriso:
“Con una giornata così mi sono messo a potare un po’” e noi  vogliamo rassicurarlo ancora una volta spiegando perchè siamo li.

“Sono del ’28 ma le mie vigne me le voglio curare ancora”
Ci scappa un sorriso: “Del 1928? Complimenti!”
L’unico aiuto che si concede è una forbice elettrica.

Per continuare a rassicurarlo della nostra presenza (anche se non è per niente infastidito di poter fare due parole con qualcuno) gli diciamo da dove veniamo e così ci racconta di essere originario del’alta Val Tidone, di essere sceso in collina da giovane con due animali e nient’altro. Il minimo per avere un secchio di latte da sfamarsi.
Il racconto si fa sempre più ricco di particolari, date, paesi, amicizie e così scopriamo che il Signor Pierino era tanto amico del papà di Daniele.
Le mani si stringono, e il sorriso sotto il cappello di paglia non è più un sorriso di circostanza ma di contentezza! Gli sembra strano parlare di tempi che solo lui ricorda, e giustamente gli sembra strano farlo con due sconosciuti capitati nella sua vigna, con il figlio di un suo caro amico.
Non sono solo racconti nostalgici, ma per un attimo tornano ad intrecciarsi storie di famiglie, storie di pascoli in alta valle, storie di vita contadina.

Facciamo qualche foto durante la chiacchierata e appena torniamo alla macchina entrambi pensiamo che forse non è stata proprio una casualità, un girare a caso. Forse era proprio destino dover andare a raccogliere questa storia.
Proseguiamo in cerca del tramonto, ma ormai non ci interessa più avere una foto colorata, abbiamo qualcosa di meglio per oggi.

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