Gente d’Appennino

La gente d’Appennino ha la faccia che pare una terra.
Si perchè la terra che vivi ti cambia, ti segna nella mani e nel volto.
Le generazioni che hanno coltivato, tagliato boschi, pascolato e allevato in Appennino sono state perennemente in guerra con il terreno ripido, impervio, da tenere costantemente pulito.
Oltre alla fatica del lavoro si aggiungeva la fatica della lotta, della difesa di un pezzo di grano, di un pollaio della volpi, e dei pulcini dalle poiane.

Così le facce sono diventate dure, quasi austere. Le parole poche e pensate prima per non essere sprecate, ma per essere esattamente giuste.
Sono però sempre state persone piene di dignità, che hanno imparato ogni volta a “fare senza”.
Senza aiuto dei grossi trattori, senza aiuto delle mietitrebbie, e nei primi decenni del 900 senza troppo comodità in casa.
E’ grazie a queste generazioni che sono rimasti vivi i borghi isolati, e che è stata rinforzata la spina dorsale dell’Italia. L’appennino appunto.

In qualche modo quando si entra in contatto con questo mondo si “porta a casa” qualcosa, qualcosa che era già tuo ma che avevi dimenticato.

Passa alla galleria Luoghi d’Appennino

 

 

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