Chiudi gli occhi per vedere più lontano

Chiudi gli occhi per vedere più lontano.
L’avevo letta distrattamente qualche giorno prima, questa frase e me l’ero “salvata”, come se fosse arrivato prima il titolo di una fotografia e la fotografia dovesse ancora trovarmi.

È una domenica d’inverno. Cerco la neve, la trovo, e trovo anche una di quelle nevicate che mettono in pace: fiocchi grandi e fiocchi piccoli che si mescolano in un movimento ipnotico senza colore e senza rumore.
Per un attimo mi torna in mente una conversazione di almeno trent’anni fa: io e mia nonna alla finestra della cucina, lei che dice: “quando viene un po’ piccola e un po’ grossa vuol dire che ne verrà tanta, così sei contento!”.
Una piccola parte della mia memoria è ancora occupata da questo ricordo vivido e tenero.

La foto sotto quella nevicata me la perdo, per ritrovarmi poco dopo in mezzo alla nebbia.
Bianco della neve e nebbia: il “nulla”.
Ma in mezzo a quel niente mi ricordo di un albero solitario visto in estate. Vado a memoria, ed eccolo lì che mi aspetta.
Quanto amo conoscere i miei monti al centimetro.

Una volta uniti foto e titolo, trovo anche un senso, o almeno ci provo.
Chiudi gli occhi per vedere più lontano.
Forse significa che a volte non sappiamo nemmeno cosa vorremmo vedere.
O meglio: cosa desideriamo.
E quando non desideriamo, siamo davvero senza punti di riferimento.

Ma bastano cinque, sei, sette desideri grossolani per orientarsi?
In fondo, una volta scelta la pace, l’amore, qualche soldo e due amici… cosa rimane?
Dovremmo essere a posto per cento anni.
E invece siamo troppo generici, guardiamo l’orizzonte sbagliato.

Allora bisogna fare uno sforzo enorme: immaginare davvero cosa vogliamo, con chiarezza e precisione.

Che casa immagini di abitare?
Com’è il tuo corpo?
Come ti vesti?
Chi vuoi incontrare?
Che amici vuoi tenerti vicino?
Di che colore la vuoi quella moto che hai visto sulla rivista?
Che conversazioni vuoi avere?

Lo sforzo è non guardare lontano, ma vicino e nitido.

È più faticoso, ma funziona.
Ti dà una direzione.
All’inizio magari anche casuale, come quando Google Maps dice: “Procedi verso nord”.

Ovviamente non sai dov’è il nord, ma appena inizi a muoverti lui calcola da solo la prima svolta sensata e la strada inizia ad esistere.

Hit enter to search or ESC to close

Navigando su questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi