Rebecca Forster

Rebecca Forster

Non ti aspetteresti di incontrare una artista della portata di Rebecca Forster in Val Tidone, ma conoscendo il suo iter artistico anche un piccolo paese dell’Oltrepò trova la sua collocazione nella storia personale.
Rebecca nasce in Inghilterra, e da li inizia la sua carriera come disegnatrice, scultrice, ceramista, cesellatrice.
I suoi strumenti di lavoro passano dalla matita e pigmenti agli acidi per poter “incidere” i metalli o alla vernice. Tra i suoi lavori trovano posto le sculture in marmo, le lastre di zinco e la carta.
Ed è proprio con matita, carta e vernice spray che ho visto prendere vita un importante, quando grande di dimensioni, lavoro.
Rebecca racconta: “il mio lavoro è come un diario che si riempie di esperienze che vivo, che si alimenta dai luoghi che decido di visitare e vivere, ho vissuto a Cipro, in Grecia a New York e in tante città italiane.
Ho avuto bisogno di spostarmi per imparare a lavorare e da ogni luogo ho attinto idee e capacità”
A vedere i suoi lavori si capisce subito da come si faccia influenzare in modo tutt’altro che scontato dai luoghi.
Le idee per i suoi lavori partono da un museo visitato e da antichi oggetti esposti, dalla pianta di una città, dagli appunti annotati su un taccuino perennemente a portata di mano, o da un oggetto che rinasce di nuova vita tra le sue mani.
“Quando sono arrivata a Zavattarello non mi sono lasciata influenzare dalla semplice visione di quello che offre questo territorio, ma ho fatto miei una serie di elementi che sono entrati nei disegni: Un tavolo rosso, un albero solitario o dei bellissimi fiori di zucchine dell’orto di un’amica. Ho iniziato a disegnare questi fiori, e da due anni questo soggetto è presente nei miei lavori. In città non avrei mai potuto avere questa ispirazione, ma Zavattarello si è guadagnato un posto nei miei lavori proprio come è accaduto per New York o altre città.

Si capisce da come racconta il suo lavoro che questa valle ha su di lei un’influenza frenetica e iper stimolante . Quando Rebecca è a Zavattarello è nel pieno delle sue attività e gli elementi che riesce a “vedere” quando è in valle prendono finalmente la loro collocazione in lavori ampi, partiti altrove, che aspettavano solo il tassello successivo.
E nel processo di creazione le tecniche si fondono: la carta crea oggetti tridimensionali, i disegni vengono incisi su lastre metalliche. Spesso sono le mappe, le strutture delle città, ad essere oggetto delle sue attenzioni. I passi fisicamente percorsi in una città diventano incisioni sullo zinco.
Rebecca mi rende partecipare del suo lavoro e così scopro come prende corpo una sua opera.
tutto prende forma in maniera inaspettata per me. Ma anche per stessa perchè ama la sorpresa del risultato. Uno stencil riesce a creare un’immagine che apparirà solo alla fine. Solo quando un pigmento si sarà depositato tra i piccoli solchi di un’incisione sulla carta il disegno avrà il suo senso finale.
Così come gli spruzzi di una bomboletta di vernice creeranno delle incredibili sfumature.
Scoprire che le nostre valli e le nostre colline non sono solo un luogo di relax, ma sono uno stimolo creativo importantissimo per un artista rende questi luoghi ancora più densi di valore.

 

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