Uzza, Romania

Studi di infermeria, lavoro di mamma a tempo pieno. Amanda, la piccola Arianna e soprattutto Marco, il marito. Il lavoro a casa non manca a Uzza che fra una zuppa messa bollire a fuoco lento e una lavatrice si dedica un po’ a tutto quello che si può autoprodurre, da queste parti: pane, pizze e “bataro” nel forno a legna di fianco casa; conserve dall’orto; marmellate dal frutteto; farine varie ricavate dai cereali dei campi coltivati da Marco che lui stesso macina… Uzza è romena, è cresciuta dall’età di tre anni a Jimbolia, una città della Romania di poco meno di 12mila abitanti del distretto di Timiș, al confine con la Serbia. Lì ha fatto gli studi poi, dopo le superiori, la scuola per infermiera professionale. Pochi mesi di lavoro con il camice, poi c’è il viaggio verso l’Italia, verso la Val Tidone. “E qui mi sono dedicata da subito a fare la mamma”. In realtà ha fatto e fa tutt’ora tantissime altre cose Uzza (“Molte gliele ho insegnate io” si inserisce il marito) ma è il mestiere della madre quello che le riesce meglio. Si vede. In Romania ritorna raramente: “La mia casa è qui ormai”. Con Amanda, Arianna e Marco.
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