Roberto, Perù

Entri in una trattoria ricavata in un antico mulino ancora funzionante, con gli attrezzi agricoli appesi alle pareti a ricordare che lì una volta si lavorava la terra e si tenevano gli animali, e scopri che il titolare, un’istituzione da queste parti, ha un nome (Gennaro) e cadenza nella voce che più napoletani non si può. Poi scopri che i pisarei che stai mangiando li ha cucinati un cuoco peruviano e ti rendi conto che certe cose possono accadere solo qui, in alta valle, dove la gente è abituata all’incrocio tra storie, culture e percorsi differenti. Roberto è nato a Cusco, in Perù, e ha il sorriso e la gentilezza spontanea delle genti sudamericane. Oltre alla curiosità di conoscere il mondo attraverso i sapori e i cibi che del mondo raccontano le mille storie di mille culture differenti. Un viaggio cominciato con la scuola di cucina. “Cucina internazionale – racconta Roberto -. Da bambino avevo alcuni amici francesi che vivevano a Cusco e mi facevano assaggiare i piatti della loro cucina. Da lì mi sono appassionato. Mi è venuta la curiosità di conoscere diversi sapori, diversi modi di cucinare”. La scuola di cucina internazionale, conclusa sedici anni fa. Poi, quattro anni fa, l’arrivo in Italia. Prima del “Mulino”, a Pecorara, ci sono il ristorante “Via del Borgo”, una stella Michelin, a Concorezzo e il prestigioso “La dolce vita”, a due passi dal Duomo di Milano. Poi la strada di Roberto prende la direzione dell’Alta Valle e con lui, in questo viaggio, c’è la fidanzata, una ragazza italiana che presto sarà sua moglie.
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