Maiga, Senegal – Lindsay, Inghilterra

La musica, i film, le colline tra Nibbiano e Pecorara, il mare di Dakar, l’Italiano imparato per caso all’università, Peter Gabriel e “Fuori Orario”, abiti tradizionali africani e accento British. Inghilterra e Senegal. Lindsay e Maiga sono già di per se stessi l’incontro di due mondi: l’arrivo in alta valle è solo un passo successivo al loro matrimonio ed è un passo nato anche questo dagli strani giri che a volte fa il destino. “Volevamo andare via da Milano e cercavamo una casa nella natura. Non ci interessava una zona particolare, avevamo girato anche nelle Marche – racconta Lindsay -. Poi una domenica una mia amica mi ha portato al Trebbia e mi sono stupita di trovare una valle così bella a un’ora dalla città. Cosi abbiamo cominciato a cercare nel Piacentino”. Tra le proposte visitate c’è anche una vecchia scuola degli anni Sessanta, squadrata e severa. Non piace, però poco distante c’è una casa in sasso, rustica e disabitata. Amore a prima vista. “Abbiamo chiesto se fosse in vendita e siamo risaliti ai proprietari”. La compravendita è chiusa tre anni fa. La casa è diventata anche un luogo di lavoro per Lindsay. Vende film di nicchia, produzioni straniere e meno note, al programma “Fuori Orario”. Il suo ufficio è una stanza con una grande vetrata sulla valle. La lingua italiana l’ha imparata anni fa all’Università di Edimburgo. Per caso: “Gli orari delle lezioni erano particolarmente comodi e mi iscrissi ai corsi. L’altra possibilità era quella di studiare il Russo. Se l’avessi fatto magari oggi vivremmo a Mosca…”. L’Italia l’ha vista in lungo e in largo: “Sono andata via “per sempre” dall’Italia almeno tre volte…”. Di viaggi ne ha fatti anche Maiga. È un musicista. Un’istituzione, in patria. Nel 1984 in Senegal è in cima alle classifiche di vendita. Dopo i dischi arrivano i tour. Per anni Maiga gira il mondo con la sua band dei Super Diamono, su e giù per concerti e festival davanti a migliaia di persone, dividendo il palco con personaggi come Sting, Joe Cocker, Peter Gabriel e Tracy Chapman. Peter Gabriel li chiama a Bristol, incidono nel suo studio privato. Ascoltano insieme le incisioni seduti al mixer. “Adesso sto lavorando a un nuovo progetto” anticipa Maiga. Il legame con il proprio Paese è ancora forte per entrambi ma non soffocante. “Non siamo al cento per cento italiani, è vero, ma non siamo più al cento per cento inglesi o senegalesi. Stiamo bene lì e stiamo bene qui”. A volte le radici sanno ancorarti a un luogo con una leggerezza inaspettata.
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